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Organo Vegezzi Bossi |
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E’ un organo costruito nel 1915, restaurato dalla ditta “F.lli Ruffatti” nel 1948, mantiene ancora la fonica originale del Bossi, uno dei pochi strumenti ad avere l’impronta originale del maestro piemontese. L’operato della ditta Ruffatti ha mirato, giustamente, a mantenere intatte le caratteristiche ed il valore di tale strumento, sicuramente uno dei più preziosi del tardo romanticismo italiano.
Le peculiarità di questo geniale costruttore stanno nell’innovazione fonica, che stravolse fin dalle fondamenta il gusto dell’intonazione, pur nel rispetto della tradizione italiana, nell’introduzione di nuovi registri, inusuali per il suo tempo, e nell’utilizzo della trasmissione pneumatica e, successivamente, elettrica.
Carlo Vegezzi-Bossi adottò il somiere a valvole coniche. |
Questa trasformazione fu necessaria per motivazioni d’ordine tecnico: il tradizionale somiere a vento infatti, nonostante numerosi tentativi
operati in questa direzione, non può essere ancora oggi comandato efficacemente da una trasmissione non meccanica, perciò si rese necessaria l’adozione di una nuova tipologia di somiere, a canali per registro, detto appunto “a valvole coniche” di più complessa progettazione, costruzione e manutenzione a causa delle numerosissime parti in movimento, ma che offriva notevoli vantaggi tecnici.
Quest’importanza storica ed artistica racchiusa nell’organo della Basilica di Santa Maria Maggiore in Bergamo fu interamente conservata nel menzionato intervento della ditta Ruffatti. |
Lo strumento è suddiviso in quattro corpi d’organo: tre tastiere ed una pedaliera.
E’ ubicato nel presbiterio su due cantorie poste sotto le arcate:
grand’organo in “cornu Evangelij”, organo positivo in “cornu Epistolae”, organo recitativo collocato in apposito vano sopra il positivo, pedale nel vano accanto al recitativo con due finestre poste sopra un’arcata.
Facciata del grand’organo composta da venticinque canne, disposte a monocuspide con ali, con labbro superiore a mitria; canne quasi tutte di fattura Adeodato-Bossi, riutilizzate da Carlo Vegezzi-Bossi con scolamento verso l’acuto e applicazione di baffi alla bocca per stabilizzarne ed arricchirne la sonorità.
Facciata dell’organo positivo composta da ventisette canne, disposte a monocuspide con ali, con labbro superiore ed inferiore a mitria ricurva e rilevata ad imitazione tedesca; canne di fattura Carlo Vegezzi-Bossi. |
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Consolle dell’organo |
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Consolle monumentale, finemente intarsiata, costruita dagli organari F.lli Ruffatti di Padova nel 1948 e originariamente posta in coro, dietro l’Altare maggiore, successivamente spostata davanti all’Altare con l’intervento della stessa ditta Ruffatti nel 1990/92.
Tre tastiere di 61 tasti (do1-do6), più dodici note comandate dalle superottave: prima tastiera, organo positivo; seconda tastiera grand’organo; terza tastiera, organo recitativo.
Pedaliera concavo-radiale di trentadue pedali (do 1- sol 3).
Somiere a sistema pneumatico “a scarica”, a canali per registro, con manticetti interni dotati di tampone.
Trasmissione interamente elettrica a mezzo di un sistema elettronico a circuiti statici comandato da computer.
Totale canne grand’organo n° 2155; totale canne organo recitativo n° 1346; totale canne organo positivo n° 1083; totale canne pedale n° 568. Totale generale canne n° 5152. |
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