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| La Basilica nei secoli |
| CROCE PROCESSIONALE DI ANDREOLO DE' BIANCHI |
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Croce Processionale - Fronte |
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1392 – Anno di ultimazione - Croce astile processionale d’argento dorato con smalti, opera dell’orafo e scultore bergamasco Andreolo de’ Bianchi detto “zigalino”. Iniziata nel febbraio del 1389 ed ultimata nell’agosto 1392, con l’impiego di 455 once d’argento pari a Kg. 13.390, alta m. 1,34 e larga m. 0,91. La sua origine è assicurata da registrazioni documentate: fu commessa il 22 febbraio 1389 e finita il 14 agosto 1392, furono pagate 1.344 lire 8 soldi e 3 denari (Archivio della Misericordia maggiore Liber dat et expensi 1386 – 1392 foL. 219 ff.).
In stile gotico antico, è composta da quattro figure ornamentali in rilievo ben modellate e con ricco e fiorito ornamento gotico agli estremi. Sull’asse un grazioso “Nodus” architettonico, mentre nel mezzo su una croce particolarmente liscia un Corpus lavorato con profonda plasticità sulle soffici e completamente spiegate forme del tramontante 14° secolo. |
Nel recto, tra smalti, filigrane e fregi, sono raffigurati nei quadrilobi: a sinistra la Vergine, a destra San Giovanni dolente, sopra Maria Maddalena e sotto l’Agnello mistico. Nei quadrilobi del verso sono raffigurati secondo la consuetudine i simboli degli evangelisti: il simbolo di Luca ( il bue alato con libro tra le zampe anteriori), il simbolo di Giovanni (aquila con un libro tra gli artigli), il simbolo di Marco ( Leone alato), in basso Matteo ed al centro il Padre Eterno benedicente. Coronano i bordi pigne fiorite con foglie finemente cesellate.
Il nodo a palla con quattro capselle sporgenti a doppia cupola, ha l’aspetto di un edificio con elementi gotici fortemente accentuati.
In composizione ornamentale e decorativa come nello stile delle figure, la Croce costituisce uno dei capolavori dell’arte orafa italiana del tardo 14° secolo ed essere un magnifico esemplare del Gotico Italiano. |
Restauri
1539 – 1540 Primo restauro - Sulla croce vennero effettuati diversi restauri: il primo risale probabilmente al 1539 – 1540 ad opera dell’orefice Antenore da Verona abitante in Borgo Canale (come risulta dai documenti ritrovati nell’archivio della Misericordia).
1908 - Altri interventi di restauro vennero effettuati nel 18° secolo e nel 1908 quando la Congregazione di Carità decise di non procedere alla rismaltatura che una “mano sacrilega “ aveva tolto durante un restauro eseguito molti anni prima.
1938 - Il restauro venne effettuato nel 1938 quando la croce tornò dalla mostra del Minerale Italiano di Milano con danni dovuti, oltre che al difettoso imballaggio, anche a manomissioni e a parziali “smontaggi” male eseguiti. Onde per tramite e sotto la vigilanza della Soprintendenza all’Arte Medioevale e Moderna della Lombardia, fu affidata alle personali cure riparatrici dell’orefice Davide Recalcati di Viale Roma, a cui le Assicurazioni Generali pagarono lire 825. |
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Croce Processionale - retro |
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Fu sempre in possesso della Basilica di S. Maria Maggiore di Bergamo.
La posizione delle placchette, a seguito del restauro effettuato nel 1938, è stata modificata. Infatti in una fotografia riportata nell’ “Inventario degli oggetti d’arte d’Italia – Provincia di Bergamo” del 1931 ed in un opuscolo tedesco “Pantheon – Monatsschrift fur Freunde und Sammler der Kunst – del 1929 compare sul recto della croce in basso la placchetta raffigurante l’agnello mistico, mentre sul verso in basso è la placchetta raffigurante S. Matteo evangelista. Nelle fotografie più recenti della Croce processionale invece l’agnello mistico compare sul verso in basso della croce. 1973 - Nella notte fra il 24 ed il 25 giugno 1973 venne trafugata dalla sacrestia della Basilica di S. Maria Maggiore. I ladri entrarono nella Basilica scalando l’impalcatura alzata per i restauri al campanile. La stampa d’allora indicò l’opera trafugata di inestimabile valore.
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Esposizioni:
1936 - nel 1936 la Croce venne esposta alla Mostra per la “VI Triennale di Milano”. La concessione fu motivata da ragioni ideali: ”del giusto orgoglio e vanto per la Congregazione di Carità anzitutto e altresì per la città di Bergamo che un’opera di sì rari pregi artistici…..venisse esposta…a rappresentare insieme e la sublimità raggiunta dall’arte italiana nell’oreficeria liturgica e le bellezze artistiche di cui è ricca la antica Basilica di S. Maria Maggiore in Bergamo”.
1938 – il 31 ottobre 1938 fu consegnata per la “Mostra del Minerale Italiano”.
1962 - con lettera 29 dicembre 1961 il Sovrintendente alle Gallerie per la Lombardia Prof. G.A. Dell’Acqua per incarico del Ministero della Pubblica Istruzione pregava vivamente l’Ente amministratore della Basilica di S. Maria Maggiore in Bergamo di volere acconsentire al prestito della Croce processionale di Andreolo de Bianchi alla VIII^ Mostra del Consiglio d’Europa in Vienna, Mostra che aveva per tema: “L’Arte Europea attorno al 1400”. Il Comitato Amministrativo dell’Ente con deliberazione in data 9/1/1962 accoglieva la predetta richiesta con ogni cautela e garanzia. In data 26/2/1962 la Pontificia Commissione Centrale per l’Arte Sacra in Italia dava il suo nulla osta. L’11 aprile 1962 la Croce processionale veniva consegnata alla Sovrintendenza alle Gallerie per la Lombardia per le operazioni di consolidamento e fissaggio di alcune parti e per la successiva spedizione a Vienna. La Croce veniva restituita alla Basilica dalla Sovrintendenza alle Gallerie il 30 ottobre 1962.
1998 – In data 29/4/1998 è stato chiesto il dissequestro e la restituzione delle sei placchette in argento dorato, ciascuna di cm 17,2 X cm 17,2, ritrovate e facenti parte dell’originale Croce processionale trafugata, raffiguranti in particolare:
1) Placchetta raffigurante S. Giovanni;
2) Placchetta raffigurante l’Agnello mistico;
3) Placchetta raffigurante il simbolo di S. Giovanni evangelista (aquila con un libro tra gli artigli);
4) Placchetta raffigurante il simbolo di S. Marco evangelista (leone alato);
5) Placchetta raffigurante S. Matteo evangelista;
6) Placchetta raffigurante il simbolo di S. Luca evangelista (bue alato con libro tra le zampe anteriori);
1998 – Le sei formelle dopo il ritrovamento sono state esposte presso la sede della Banca Popolare di Bergamo – e successivamente all’Accademia Carrara ove sono rimaste fino al febbraio 2002, salvo una breve parentesi.
Infatti dal 19/4/2000 al 30/5/2000, le sei formelle sono state esposte alla XIX^ Mostra Europea del Turismo, Artigianato e delle Tradizioni Culturali “L’Italia dei cento Musei – Realtà statali e comunali a confronto” Roma Castel Sant’Angelo.
Il Comitato Scientifico del Centro Europeo per il Turismo Cultura e Spettacolo, presieduto dal Sottosegretario di Stato del Ministero per i Beni Culturali ed Artistici e Storici ed ai Beni Archeologici e del quale fanno parte Soprintendenti ai Beni Artistici e Storici ed ai Beni Archeologici, nonché i Rappresentanti della Guardia di Finanza, Arma dei Carabinieri e Polizia di Stato unitamente ad alcuni esponenti dell’ANMLI, ha individuato fra il patrimonio artistico da esporre alla Mostra le sei formelle della Croce astile ritrovate.
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San Giovanni Battista |
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Simbolo dell’agnello mistico |
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Simbolo di San Giovanni Evangelista |
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Simbolo di San Marco Evangelista |
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San Matteo Evangelista |
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Simbolo di San Luca Evangelista |
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Dal 2002 su intervento del Priorato della Basilica, le sei formelle sono state collocate nella seconda sagrestia.
Le parti mancanti sono tuttora oggetto di ricerche da parte del nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Artistico.
La MIA confida nel ritrovamento di tutte le parti della Croce.
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