Basilica Santa Maria Maggiore di Bergamo Fondazione MIA - Congregazione della Misericordia Maggiore di Bergamo
Basilica Santa Maria Maggiore di Bergamo
La storia della Basilica


“La Basilica di Santa Maria Maggiore è da considerare nell’accezione di “luogo”, “tempio” o “casa di Dio”, dove l’invisibile e il visibile dialogano fra loro e con chi entra nella sede sacra; allo stesso tempo il tempio di Dio è anche l’Arca della Salvezza dove il fedele può percepire quel senso dell’eterno che trasfigura il limite del tempo. Entrando nell’Arca della Salvezza, l’uomo apprende che lui stesso è la “casa di Dio” e che tutto quello che è rappresentato per immagini – anche il mistero ritualizzato entro le mura di pietra – si realizza nel suo mondo interiore.”

Mauro Zanchi

La Basilica nei secoli
IL CONFESSIONALE DEI FANTONI


“Soli restarono lui e lei; restò il Creatore e la creatura; restò la miseria e la misericordia; restò lei consapevole del suo reato e lui che ne rimetteva il peccato”

(Sant’Agostino Serm. 16/A, 5)

Il confessionale dei Fantoni venne commissionato per il Duomo di Bergamo nel 1704, venne poi regalato alla Parrocchia di Zandobbio (Bg), paese d’origine del canonico Mazza, ove rimase fino al 1898, anno in cui viene esposto a Bergamo nell’ambito della mostra d’Arte Sacra svoltasi in occasione del XVI centenario del martirio di Sant’Alessandro.
Il successo e l’ammirazione ottenuti da parte dei bergamaschi convincono il Presidente della MIA prima a ospitare il confessionale nella Basilica per u n restauro e quindi ad avviare le trattative per il suo acquisto fatto il 27 giugno 1899 per 5.000 lire dalla Fabbriceria di Zandobbio.
Da quella data il confessionale è posto nella Basilica dove da aprile a giugno del 1999 è stato restaurato da Eugenio e Luciano Gritti del Consorzio Professionale Restauratori d’Arte.

Confessionale realizzato dai Fantoni

Confessionale realizzato dai Fantoni

Il confessionale è stato realizzato con tre diversi tipi di legno: legno di noce per tutte le parti a vista, legno di bosso per le formelle in altorilievo e legno di conifera per le parti strutturali non visibili. Misura m. 3,95 di altezza, m. 2,40 di larghezza e m. 1 di profondità.
La struttura riprende la classica tipologia dei confessionali con un vano centrale riservato al penitenziere e due alloggiamenti laterali per i penitenti. Le pareti laterali che creano questi spazi sono movimentate da una continua alternanza di lesene e cornici, mentre la parete che chiude il vano centrale è curvilinea, sporgente verso l’esterno.
Gruppo scultoreo sulla sommità del Confessionale

Gruppo scultoreo sulla sommità del Confessionale

Lo schienale, piatto nella zona centrale, è intagliato in altorilievo in corrispondenza dei due alloggiamenti esterni.
Su questa struttura sono state collocate numerose sculture e altorilievi necessari ad esaltare il tema della confessione.
I Fantoni, secondo i canoni dell’arte barocca, hanno concepito il confessionale come una sorprendente macchina scenica dove tutte le figure scolpite paiono muoversi nello spazio mentale di ogni spettatore-penitente.
Di fronte al confessionale fantoniano assistiamo alla teatralizzazione di un avvenimento metafisico, alla discesa di Dio verso l’anima di ogni penitente, udiamo il frullo impalpabile delle ali degli angioletti intenti ad aprire la tenda di un palcoscenico interiore.
Sul cappello troviamo centralmente la figura del Padre Eterno collocato su una formella in cui viene raffigurata la consegna delle chiavi a S. Pietro.

Sulla sommità del confessionale vi sono quattro statue che rappresentano le virtù del confessore: leggendo da sinistra verso destra troviamo la Misericordia, la Sapienza, la Mitezza ed il Segreto confessionale.
I volti dei personaggi rappresentati, i visi delle virtù e degli angeli, sono vivi e parlanti, trasmettono quell’acceso senso religioso che sempre ispirò l’arte dei Fantoni; le espressioni tragiche della maggior parte dei volti incarnano quell’aspetto della spiritualità barocca in cui convivono l’angoscia della morte e le passioni terrene.
Dopo l’ultimo restauro i legni del confessionale risplendono di nuovo di luce propria mettendo in risalto le venature del noce e la consistenza marmorea e calda del bosso aranciato. Senza la gromma formata da uno strato di cere miste a nerofumo e a polvere accumulata nei secoli, i corpi, i muscoli, le fisionomie dei volti. Le pieghe degli abiti e dei teli sono finalmente leggibili nella loro originaria bellezza.

Particolare della parte inferiore

Particolare della parte inferiore


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